Casinò di Campione: Qualcosa Sta Cambiando
Casinò di Campione: Qualcosa Sta Cambiando
I soci del Casinò di Campione avevano in maniera concorde, indicato un socio unico con un fisso annuale garantito tuttavia agli ex soci.Il socio unico avrebbe dovuto indicare la linea per il futuro del Casinò. Il socio in questione era stato trovato nel Comune di Campione, azionista di maggioranza e detentore della deroga di legge all’attuale divieto di esercizio del gioco d’azzardo in Italia.Mancava solo la ratifica di legge che sembrava ormai in via di inserimento nel decreto sviluppo del Governo Berlusconi. Il nuovo Governo Monti invece sembra abbia frenato il provvedimento.In precedenza, visto l’arrivo del socio unico, era sta congelata la figura del successore del segretario generale della Provincia di Como, Luigi Berti. La segreteria generale della Provincia di Como è l’ente cui spetta nominare il presidente del Casinò di Campione. In questo caso l’interim era stato assunto dall’aministratore delegato della casa da gioco, Carlo Pagan che potrebbe restare in maniera definitiva se il Governo Monti non dovesse varare il provvedimento. La settimana scorsa, il Presidente della Provincia, Leonardo Carioni, ha paventato l’ipotesi di una nomina del successore di Burti.Il Sindaco di Campione d’Italia, Maria Paola Mangili in Picaluga, ha confermato la fase di transizione e l’ha fatto con una dichiarazione a Gioconews.it: “L’accelerazione che c’é stata sulla crisi di Governo ha reso impercorribile la modifica della vigente normativa sulle modalità di gestione della Casa da gioco di Campione entro i tempi concordati (quasi tutti gli emendamenti previsti al ddl AS 2968 – legge di stabilità) sono stati ritirati onde ridurre i tempi di approvazione del provvedimento da parte del Parlamento data la situazione esistente sui mercati finanziari che ha spinto lo spread dei titoli italiani a livelli impensabili.La volontà e l’accordo con tutti i soci affinché la gestione del Casinò campionese venga affidata al solo Comune di Campione d’Italia resta l’obiettivo cui volgere l’impegno istituzionale e politico nei prossimi mesi, anche se ha subìto una pausa a motivo dei cambiamenti ministeriali intervenuti”.Inoltre, oltre ai provvedimenti che hanno reso necessaria la notifica del ministero, ce n’è un altro molto importante: “Nel frattempo sono intervenuta presso i Ministeri competenti chiedendo una proroga della concessione dei giochi d’azzardo per ulteriori 10 anni onde scongiurare ‘un vuoto normativo’ che avrebbe messo a rischio il proseguimento dell’attività nelle sale da gioco e messo in ginocchio il paese la cui economia ed il cui sviluppo dipendono totalmente dal funzionamento della Casa da gioco. Infatti il Comune di Campione riceve da parte dello Stato, solo trasferimenti erariali insignificanti che non consentono l’espletamento di tutti i compiti istituzionali derivanti dalla particolarità geo-economica-territoriale dell’exclave. Non solo. Devo per contro evidenziare come la comunità campionese versi all’Italia imposte e tasse per circa euro trenta milioni ogni anno, circostanza questa che solo pochi conoscono ma che credo sia giusto che tutti sappiano”.E’ quindi che a mutare è l’intera situazione politica nazionale: “L’Amministrazione Comunale nei prossimi giorni chiederà a S.E. il Prefetto di Como di convocare un incontro con tutti i soci per valutare assieme la nuova situazione che si è creata. Soluzioni alternative sono possibili, ma i tempi devono essere contenuti perché la crisi che ha toccato in modo pesante le case da gioco italiane – a seguito anche di provvedimenti del Governo che, autorizzando nuovi giochi sul mercato, non ha contestualmente badato a tutelare i quattro Casinò esistenti – impone scelte strategiche ed aziendali urgenti. Il Casinò di Campione d’Italia per di più continua a subire le conseguenze del rafforzamento del franco svizzero contro euro e della vicinanza dei tre Casinò svizzeri di Mendrisio, Lugano e Locarno dove vigono norme e disposizioni meno restrittive di quelle europee ed italiane. Una recente pubblicità del Casinò di Lugano ne reclamizzava la differenza presso la clientela”.La recente manovra che prevede una riduzione dell’uso dei contanti, ha ispirato la casa da gioco che ha coniato lo slogan per una campagna:’Da noi nessuno ti fa i conti in tasca’. “Il risultato del provvedimento – secondo il sindaco – è un duro colpo alla privacy dei nostri clienti”.In futuro, il sindaco confida in un intervento degli azionisti del Casinò, “Che si facciano responsabilmente carico della situazione economica della società da loro partecipata e ci aiutino a trovare un percorso che, con sacrifici sopportabili per tutti, non metta a rischio i livelli occupazionali e la quota di proventi destinata al bilancio del Comune”.









